Two Hearts Held in Red
Two Hearts Held in Red
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Due ciliegie, legate da un unico intreccio di picciolo e da una piccola foglia, sono una delle più antiche piccole immagini dell'amore: due tenute come una, inseparabili, colte nell'istante esatto prima che potessero essere separate. Two Hearts Held in Red prende quella piccola natura morta e la trasforma in qualcosa di più grande di un tavolo da cucina, uno studio silenzioso di come appare la vicinanza quando quasi tutto il resto è stato tolto.
Il frutto in sé è appena presente. Ciò che rimane è una sottile linea luminosa che traccia ogni contorno tondeggiante, un unico riflesso curvo su ogni buccia, i gambi e la foglia venata disegnati nella luce, e il resto, il peso pieno delle ciliegie, lasciato al buio. Nulla nell'immagine è riempito. Tutto ciò che si legge come forma, lo si completa da soli, l'occhio che termina ciò che pochi segni soltanto suggeriscono.
Quella suggestione avviene nel materiale, non sopra di esso. L'opera è incisa nella superficie di vetro specchiato colorato di un rosso profondo, un campo di segni individuali lavorato finché un'immagine viene trattenuta piuttosto che disegnata. Nessuna vernice, nessuna stampa, nessun inchiostro, solo la rimozione. Il rosso porta qui la sua propria carica, il colore del frutto, del cuore di cui ha la forma, del sangue, del desiderio e della vicinanza, tutto insieme.
Poiché la superficie è specchiata, la stanza non scompare mai completamente dall'opera. Faccia un passo indietro e le due ciliegie si risolvono in una coppia compatta e monumentale, sospese in un vuoto rosso. Si avvicini e quella chiarezza si disintegra in un campo di fini graffi, con il proprio riflesso catturato da qualche parte tra i gambi. Non si guarda mai soltanto quest'opera, ci si trova dentro di essa.
L'immagine è sempre presente, alla luce del giorno o nell'oscurità. La luce non la crea, la affila: sotto luce diretta i graffi captano la luce e il contrasto si approfondisce, mentre in ambienti più soffusi cambia solo il riflesso attorno all'opera, mai l'immagine stessa. Quest'opera è unica, come proseguimento della serie Art on Mirror di Tijs Dragtsma, in cui immagini incise vengono inserite nel vetro specchiato colorato e lo spettatore diventa parte dell'opera.
Questa è l'idea al centro della serie: un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura, e in cui lo specchio trasforma il guardare in partecipare. Qui, due piccoli frutti mantengono la loro forma nella sola luce, uniti da ciò che è stato tolto piuttosto che da ciò che è stato aggiunto.
«Due tenute come una, disegnate in ciò che la luce lascia dietro di sé.»
Maggiori informazioni sull'artista, sul processo e sui materiali si trovano nella pagina Chi siamo.
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