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Three Faces, One Breath

Three Faces, One Breath

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Three Faces, One Breath ritrae una donna colta nell'istante in cui la testa comincia a girarsi. Un volto rimane nitido, presente, pienamente formato. Gli altri due lo seguono accanto come una persistenza retinica, abbastanza vicini da appartenerle ancora, abbastanza sfumati da essere già sul punto di andarsene.

Nessuna pittura. Nessuna stampa. Nessun inchiostro. L'immagine è incisa nella superficie del vetro acrilico, costruita da un campo di segni individuali che si ispessiscono fino ai piani chiari di una guancia, un sopracciglio, la linea ferma di una bocca, e si assottigliano fino a quasi nulla dove i volti fantasma svaniscono. La somiglianza è formata interamente attraverso un danno superficiale controllato, dove la rimozione sostituisce ogni linea che un pennello aggiungerebbe normalmente.

L'immagine è sempre presente, incisa nella superficie del vetro acrilico piuttosto che applicata su di essa. La luce non crea questo ritratto, lo acuisce. Sotto una fonte diretta i graffi catturano la luce e il contrasto si approfondisce, il volto nitido avanzando mentre i due echi sembrano ritirarsi ulteriormente nell'oscurità. Da un altro angolo si legge in modo più silenzioso, i tre volti più vicini a fondersi in uno.

Quel silenzioso spostamento è il soggetto tanto quanto la donna stessa. Un singolo gesto, un singolo respiro, è sufficiente a dividere un volto in presenza e memoria, il sé che si è adesso accanto ai sé che si era solo un secondo fa. Vista dall'altra parte della stanza, l'opera si legge come un unico ritratto monumentale; da vicino non è altro che un campo di graffi sottili, la stessa tensione tra unità e molteplicità inscritta nel modo in cui l'immagine è realizzata.

Three Faces, One Breath prosegue la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui l'immaginario è costruito attraverso danni superficiali controllati piuttosto che con pigmenti o stampa. Quest'opera è unica.

Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura.

«Un respiro, tre volti, e tuttavia una sola donna.»

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