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The Ears That Became a Bill

The Ears That Became a Bill

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Una sola testa ruota a sinistra come un'anatra e a destra come un coniglio, e il passaggio avviene senza che l'immagine cambi mai. Seguite il becco e questo si risolve, un momento dopo, in un paio di orecchie lunghe e vigili. Seguite le orecchie verso il basso e si riassestano di nuovo in un becco chiuso e paziente. Nulla si muove in superficie, eppure la lettura lo fa, ancora e ancora, per tutto il tempo in cui continuate a guardare.

Da un profondo vuoto nero, un campo di fini graffi si raccoglie nella curva di un cranio, nella linea di un occhio, nella forma lunga che è allo stesso tempo un becco e un paio di orecchie. Il bianco esiste solo dove la superficie è stata aperta. Ovunque altrove il nero rimane intatto, ed è quell'oscuro intatto, quanto la luce, a dare alla testa la sua nitidezza e la sua quiete.

Nessuna pittura, nessuna stampa, nessun inchiostro. L'immagine è costruita da graffi controllati sul vetro acrilico, non applicati sulla superficie ma estratti dall'interno. La testa è sempre presente, sia in piena luce ambiente che nell'ombra. La luce non crea l'immagine. La affina, così il contrasto si approfondisce sotto una lampada e si assesta in qualcosa di più calmo nella luce del giorno soffusa, senza che il disegno svanisca mai.

The Ears That Became a Bill appartiene a Look Twice, una serie all'interno di Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui le immagini vengono costruite attraverso danni controllati alla superficie piuttosto che con pigmenti o stampe, e in cui quel medesimo danno diventa un modo per contenere due letture vere all'interno di una sola forma immutabile.

L'anatra e il coniglio che condividono una sola testa è uno dei trucchi di percezione più antichi conosciuti, usato per più di un secolo per dimostrare che vedere è una scelta che la mente continua a fare, piuttosto che un fatto che l'occhio riceve semplicemente. Qui ritorna ridotto a un profilo calmo nel buio, chiedendo solo di essere guardato due volte.

Dall'altro lato della stanza la testa si legge come un'unica sagoma immobile, che attende in silenzio nel proprio buio. Da vicino si apre in un campo di graffi singoli, ciascuno che cattura la luce da una sola direzione, prima di raccogliersi di nuovo, a qualche passo di distanza, nello stesso animale paziente che è sempre stato.

"Due animali, una testa, e l'istante in cui il vostro occhio decide quale."

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