Tesla and the White Silence
Tesla and the White Silence
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Nikola Tesla tiene un piccione bianco sulla mano alzata, e per un momento il grande inventore di correnti invisibili è completamente immobile. Guarda l'uccello nel modo in cui raramente lasciò che il mondo lo vedesse guardare qualcosa, con tenerezza, con attenzione, senza nulla tra loro.
Questa somiglianza non è dipinta né stampata. È formata da graffi controllati lavorati direttamente sulla superficie del vetro acrilico, un campo di graffi sottili che si raccoglie in un volto, un colletto, un'ala. L'immagine nasce dalla sottrazione, non dall'aggiunta, così ciò che si vede è più vicino a uno scavo che a un'illustrazione.
La luce non crea questa immagine. La definisce. Il ritratto è presente in ogni momento, con poca luce e con tanta, ma al variare dell'angolo i segni catturano la luce e il contrasto si approfondisce, così l'opera si legge in modo diverso a seconda di dove ci si trova e di come è illuminata la stanza.
Dall'altra parte della stanza l'opera si tiene insieme come un'unica immagine monumentale, il volto e la mano di Tesla che emergono dall'oscurità con l'uccello posato contro la sua guancia. Si avvicini e quel medesimo volto si apre in un campo di segni individuali, ciascuno posato con intenzione, nessuno di essi leggibile da solo.
L'abbinamento porta con sé la propria storia silenziosa. Negli ultimi anni della sua vita, sempre più solitario in una città che non sapeva più bene cosa fare di lui, Tesla trovò compagnia costante nei piccioni che nutriva e accudiva, un uccello bianco su tutti gli altri. Un uomo il cui nome è legato al fulmine e a forze troppo veloci per essere viste scelse, per la sua grande tenerezza, una creatura fatta interamente di morbidezza e volo. Quest'opera tiene entrambe le verità nella stessa superficie, il genio pubblico e la devozione privata.
Tesla and the White Silence continua la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui le immagini vengono costruite attraverso danni controllati alla superficie anziché con pigmento o stampa. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura. Quest'opera è unica.
«Anche una mente costruita per il fulmine aveva bisogno di qualcosa di delicato a cui aggrapparsi.»
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