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Standing in Lunar Silence

Standing in Lunar Silence

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Tre figure si ergono in fila, le spalle vicine al bordo dell'ombra, ogni cappotto identico nel taglio, ogni testa sostituita dalla luna. Una la porta intera e rotonda. Una ha già ceduto metà del suo volto all'oscurità. Una è quasi scomparsa, una sottile lama di luce dove dovrebbe esserci una testa.

Standing in Lunar Silence custodisce una silenziosa processione di presenza e partenza. Lette da una figura all'altra, esse attraversano un unico ciclo, dalla pienezza all'ombra e dall'ombra alla quasi assenza, come se un unico corpo si osservasse svanire nel corso di un mese compresso in un solo momento sospeso.

Qui non è stato aggiunto nulla. Nessun colore. Nessuna stampa. Nessun inchiostro. L'immagine è costruita nel solo modo che Art with Scratch conosce, attraverso graffi controllati lavorati nel vetro acrilico finché la superficie stessa diventa la fonte di luce. Le lune, i cappotti, le lunghe ombre ai piedi delle figure, tutto ciò è contenuto in un campo di graffi sottili piuttosto che disegnato sulla superficie.

L'opera è sempre presente, con o senza luce diretta. Ciò che cambia è la profondità. Sotto una luce radente, i graffi catturano e il contrasto si approfondisce, i cappotti si addentrano ulteriormente nel nero e le lune sembrano staccarsi dal vetro. La luce non crea l'immagine, la affina, così l'opera si legge in modo diverso a seconda di dove ci si trova, senza mai perdere ciò che mostra.

Da un lato all'altro della sala, le tre figure si risolvono in un'immagine monumentale, eretta, immobile, quasi cerimoniale. Da vicino, quella certezza si dissolve in un campo di segni individuali, ognuno piccolo, nessuno da solo decisivo, che insieme formano volti che non sono affatto volti.

Standing in Lunar Silence prosegue la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui l'immagine è costruita attraverso danni controllati alla superficie piuttosto che con pigmenti o stampa. Qui quel danno diventa un modo di chiedersi cosa rimane di un sé quando il suo volto viene sostituito da qualcosa di antico e impersonale come la luna, presente e che svanisce allo stesso tempo, riconoscibile e anonimo nel medesimo respiro.

«Alcune cose si vedono sempre soltanto a metà, eppure sappiamo esattamente cosa sono.»

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