Senna Held in the Blue
Senna Held in the Blue
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Ayrton Senna è rappresentato qui non come un volto ma come una silhouette, la cupola curva di un casco da corsa e la linea dura di una visiera così semplicemente sagomati che l'uomo dietro di essi diventa quasi un mito. Senna Held in the Blue conserva solo ciò che l'occhio ha bisogno di sapere per riconoscerlo, il profilo, il collare, l'unico fascio di luce lungo la sommità del casco, e lascia che tutto il resto svanisca nell'oscurità.
L'immagine è formata attraverso un danno controllato della superficie, non per aggiunta. Un campo di segni individuali è lavorato nel vetro specchiato colorato blu profondo, e dove quei segni si raccolgono più densamente, lungo la curva del casco e la banda della visiera, la superficie cattura la luce e si trasforma in un bianco fine e luminoso. Dove i segni si trattengono, il vetro rimane un blu profondo e ininterrotto, e la visiera stessa rimane un puro vuoto nero, l'unica parte di Senna che non ci viene mai restituita.
Visto dall'altro lato della stanza, questo si legge come pura atmosfera, un unico fascio di riflettore che cade attraverso un'oscurità quasi totale su un casco sospeso nel blu. Avvicinandosi, quel medesimo fascio si risolve in un campo di graffi sottili, monumentale da lontano, intimo da vicino, la stessa tensione che definiva Senna stesso, un uomo che sembrava sereno alla velocità e che, dietro la visiera, era del tutto illeggibile.
Il blu porta il proprio peso in quest'opera. È il blu della notte prima di una gara, della concentrazione fredda mantenuta sotto pressione, di un mito che si è raffreddato in qualcosa di più vicino alla leggenda che al ricordo. Trattenuto in quel blu, Senna non è né presente né assente, è sospeso, nel modo in cui un nome può sopravvivere a un volto.
Questo vetro specchiato non è mai solo uno sfondo. Attorno e tra i graffi, la stanza e la persona che vi si trova davanti vengono riflesse, cosicché lo spettatore viene attratto nello stesso blu che trattiene Senna, diventando parte della composizione invece che spettatore esterno ad essa. La luce non crea questa immagine, è sempre lì, trattenuta nella superficie del vetro. Ciò che cambia è solo il riflesso intorno ad essa, la stanza che si muove mentre il casco rimane esattamente dove è stato formato, il suo contrasto che si approfondisce sotto una luce più intensa e si assesta quietamente sotto una luce soffusa.
Senna Held in the Blue prosegue la serie Art on Mirror di Tijs Dragtsma, in cui immagini graffiate vengono inserite nel vetro specchiato colorato e lo spettatore diventa parte dell'opera, un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione ma struttura, e in cui lo specchio trasforma il guardare in partecipazione.
«Alcuni uomini sono ricordati come volti. Senna è ricordato come una linea di luce nel buio.»
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