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Amy in Scratched Light

Amy in Scratched Light

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Un volto di donna con un'alta pettinatura ad alveare e gli occhi chiusi emerge da un campo di fini graffi bianchi su un nero puro, chino verso un microfono a nastro vintage. L'eyeliner ad ala e la pettinatura ad alveare rimandano ad Amy Winehouse.

Lei si trova davanti al microfono con gli occhi chiusi, colta nell'unico respiro prima che una nota la lasci. Nulla qui chiede di essere riconosciuto a colpo d'occhio. La pettinatura ad alveare, l'eyeliner ad ala, il silenzio di una voce sul punto di salire, questi elementi arrivano lentamente, come fa una canzone, nota per nota invece che tutto in una volta.

L'opera conserva solo ciò di cui il momento ha bisogno. Il suo volto è tenuto come un campo di graffi fini e individuali, che catturano e rilasciano la luce sulla fronte, sulle palpebre chiuse, sulla curva della bocca vicino al microfono. I capelli, la spalla, la stanza intorno a lei sono lasciati ricadere nel nero puro. Nulla è descritto per intero. Ciò che sopravvive è il gesto, non la somiglianza, ed è lì che vive il sentimento.

Nessuna pittura. Nessuna stampa. Nessun inchiostro. L'immagine è formata da graffi controllati lavorati direttamente nella superficie del vetro acrilico, un campo di graffi che diventa un volto nel modo in cui la grana diventa una fotografia, attraverso l'accumulo piuttosto che il disegno. Il danno è il ritratto.

L'immagine è sempre presente, alla luce del giorno tanto quanto sotto una lampada puntata. La luce non la crea. L'affina, i graffi catturano e rilasciano la luce così il contrasto si approfondisce e il volto acquisisce presenza. Vista da un capo all'altro della stanza, si legge come una presenza monumentale, quasi scultorea, in bianco e nero. Da vicino, si dissolve nel campo di graffi che l'ha costruita.

C'è un'onestà silenziosa nella scelta di ritrarla con gli occhi chiusi. Una voce così nota di solito si incontra di fronte, con gli occhi aperti, che si esibisce per la sala. Qui lei si volta invece verso l'interno, e il ritratto la segue là, costruito a partire dalla sottrazione, da una superficie ceduta piuttosto che riempita, più vicino a come una voce come la sua veniva ascoltata che vista.

Amy in Scratched Light continua la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui le immagini sono costruite attraverso danni di superficie controllati piuttosto che con pigmento o stampa. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura. Quest'opera è unica.

«Non cantata verso la luce, ma fuori da essa.»

Maggiori informazioni sull'artista, sul processo e sui materiali si trovano nella pagina Chi siamo.

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