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A Ridge Drawn Through the Blue

A Ridge Drawn Through the Blue

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a-ridge-drawn-through-the-blue contiene uno squalo nel modo in cui l'oscurità contiene un oceano, quasi interamente. Il corpo non appare come carne né come forma. Esiste solo come un'unica linea di luce irregolare che si gonfia lungo la spina dorsale, dal muso, sulla pinna dorsale, fino alla coda, prima di dissolversi di nuovo nel blu circostante.

Tutto il resto è lasciato andare. Non c'è un contorno completo di mascella o pinna, nessun riempimento di ventre o branchie, nessuna acqua mostrata come texture. Ciò che rimane è un campo di segni individuali che tracciano quanto basta del dorso dell'animale per lasciare che l'occhio completi il resto, così come una forma che si muove sotto la superficie non è mai del tutto vista, ma solo percepita attraverso la luce che essa disturba.

L'immagine è incisa nel vetro specchiato colorato blu profondo, non applicata sulla superficie. Nessuna vernice, nessuna stampa, nessun inchiostro; la presenza dello squalo è costruita interamente per sottrazione, un campo di graffi controllati portato direttamente dal materiale stesso. L'immagine è sempre lì, con o senza luce diretta. Ciò che la luce e l'angolo di visione cambiano non è mai l'immagine, solo la profondità del suo splendore e il riflesso che la circonda.

Il blu porta il peso dell'opera. È il colore dell'acqua aperta e di tutto ciò che rimane invisibile al di sotto, della distanza, della pressione e del freddo che tiene nascosto un predatore finché non sceglie di non esserlo più. Inserito in quel blu, lo squalo diventa meno un animale catturato davanti a una telecamera e più una presenza che la superficie stessa sembra ricordare.

Visto dall'altra parte di una stanza, l'opera si legge come un unico gesto ininterrotto, una silhouette sospesa nel blu scuro. Avvicinatevi e quel gesto si apre in un campo di graffi sottili, ognuno parte di una struttura più ampia piuttosto che di un'immagine. Tra queste due distanze, il vetro continua a svolgere il suo altro compito: riflette la stanza e la persona che vi sta davanti, cosicché il contorno dello spettatore si inserisce nella stessa oscurità attraverso cui si muove lo squalo.

Quest'opera prosegue la serie Art on Mirror di Tijs Dragtsma, in cui immagini incise vengono inserite in vetro specchiato colorato e lo spettatore diventa parte dell'opera. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura, e in cui lo specchio trasforma il guardare in partecipare.

«Alcune cose si vedono solo attraverso la luce che lasciano dietro di sé.»

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