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A Heart Scratched From Corridors

A Heart Scratched From Corridors

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Visto direttamente dall'alto, il cuore in quest'opera non è un contorno morbido, è una struttura. Le pareti si innalzano e girano dove un bordo dovrebbe semplicemente chiudersi in curva, i corridoi si ripiegano su se stessi, e solo un percorso stretto sfonda dall'esterno. Due piccole figure percorrono quel percorso da estremità opposte, ciascuna entrando nella stessa forma senza ancora percepire quanto l'altra sia già vicina.

Nessun colore. Nessuna stampa. Nessun inchiostro. Le pareti del labirinto, le lunghe ombre che proiettano, e le due figure colte a metà passo esistono perché la superficie stessa è stata tolta, un campo di graffi sottili lavorati nel vetro acrilico finché ogni corridoio porta il proprio filo di luce e ogni curva cieca rimane scura.

L'immagine è sempre presente nel vetro acrilico, alla luce del giorno tanto quanto sotto una singola lampada orientata. La luce non crea ciò che si vede qui, lo affila, cosicché sotto una fonte diretta i corridoi raccolgono più lucentezza e il cuore emerge dal nero, mentre da un altro angolo la stessa struttura si assesta in qualcosa di più quieto, più vicino a un ricordo che a uno schema.

Da un capo all'altro della stanza il cuore si legge come un'unica forma pallida e monumentale tagliata intera dall'oscurità, il suo motivo di labirinto quasi decorativo, quasi sereno. Da vicino quella serenità lascia il posto a un danno superficiale controllato, un campo di segni individuali che non si risolvono mai in una linea retta, come se il cuore fosse stato costruito da qualcuno che non si fidava di un percorso facile per reggere abbastanza peso.

A Heart Scratched From Corridors appartiene a Look Twice, una serie all'interno di Art with Scratch di Tijs Dragtsma in cui le immagini sono costruite attraverso un danno superficiale controllato piuttosto che con pigmento o stampa, e in cui quello stesso danno diventa un modo di misurare quanto lontano due persone cammineranno, svolta dopo svolta che non porta da nessuna parte, semplicemente per arrivare l'una all'altra.

Il labirinto stesso è ispirato a M. C. Escher, costruito da curve che sembrano ragionevoli una alla volta e rifiutano di sommarsi quando l'occhio cerca di tenere l'intero cuore in una sola visione. Nessuna delle due figure può vedere il percorso completo da dove si trova, solo la prossima parete, il prossimo angolo, il prossimo piccolo tratto di luce. È una forma che chiunque abbia amato qualcuno riconoscerà prima di riuscire a spiegare perché.

Maggiori informazioni sull'artista, sul processo e sui materiali si trovano nella pagina Chi siamo.

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