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A Cannon Exhales Doves

A Cannon Exhales Doves

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Un cannone da campo si erge livellato e pronto, ogni cinghia e ogni raggio di ruota al suo posto, l'intera macchina colta nel mezzo secondo prima dello sparo. Alla bocca della canna, dove la carica dovrebbe eruttare in fumo, ne fuoriesce invece un nugolo di colombe, le ali già spiegate, già in ascesa verso il buio.

Né vernice, né stampa, né inchiostro. Il cannone mantiene la sua forma perlopiù come ombra, le sue ruote, la sua canna, il suo affusto sprofondati nel nero, messi in risalto solo da una luce sottile e nervosa lungo i bordi e i raggi, un campo di sottili graffi lavorati direttamente nella superficie del vetro acrilico anziché applicati su di esso.

Ancora più strano è il terreno su cui poggia. L'ombra che il cannone proietta sulla terra non è affatto fioca, è il tratto più luminoso sotto l'arma, un campo di segni individuali che cattura più luce dell'arma che la proietta, come se il terreno stesso ricordasse qualcosa che il cannone ha già lasciato andare.

Al di sopra della canna, gli uccelli assorbono quasi tutta la luce rimasta nell'immagine. Ala per ala si definiscono come le forme più nitide dell'intera composizione, emergendo da una macchina costruita solo per distruggere e portando con sé quel poco di luce che resta verso l'alto e lontano da essa.

A Cannon Exhales Doves appartiene a No Man's Land, una serie all'interno di Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui le immagini sono costruite attraverso danni controllati alla superficie piuttosto che attraverso pigmenti o stampe, e in cui questi stessi danni diventano un modo per chiedersi a cosa serve un'arma, una volta che ha smesso di essere obbedita.

L'immagine è sempre presente, alla luce del giorno tanto quanto sotto una singola luce diretta. La luce non la crea, la affina, i raggi guadagnando un ultimo bordo netto e le colombe un breve bagliore aggiuntivo prima che l'occhio torni a posarsi nel buio. Si legge diversamente da angoli diversi, senza mai perdere l'immagine.

Vista da un capo all'altro della stanza l'opera si legge come un gesto pulito, un cannone che lascia andare qualcosa. Da vicino è solo un campo di graffi, paziente ed esatto, che trattiene una contraddizione che nessun campo di battaglia ha mai risolto.

"Persino la macchina più rumorosa può essere indotta a esalare qualcosa di gentile."

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