The Depths Obey
The Depths Obey
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The Depths Obey è un'opera d'arte contemporanea monumentale sull'autorità, il mito e l'oscurità da cui il potere emerge.
Poseidone non appare attraverso la pittura o l'inchiostro. Emerge dalla superficie stessa, richiamato in avanti attraverso graffi controllati nel vetro acrilico. Il tridente si protende verso l'alto. Il panneggio si muove. La barba coglie un alito di luce. Eppure la superficie è stata danneggiata, non decorata.
La luce è il mezzo che completa l'opera. Man mano che lo spettatore cambia posizione, la figura si muove tra una presenza imponente e un'ombra silenziosa. In certi angoli, domina completamente la scena. In altri, si dissolve di nuovo nell'oscurità, come se tornasse nelle profondità. L'immagine non è mai del tutto stabile. Respira con lo spettatore.
Da lontano, The Depths Obey si legge come un pezzo da museo, un dio rappresentato con la gravità della scultura classica. Avvicinandosi, l'illusione cede il posto a qualcosa di grezzo. La superficie si rivela come un campo di danno superficiale controllato, una texture che mantiene unito il mito non per addizione, ma per rimozione.
Quel paradosso porta significato qui. Poseidone governa l'invisibile. Controlla ciò che giace sotto, ciò che non può essere visto, ciò che si sente piuttosto che si osserva. Un'opera che appare attraverso l'assenza, che diventa visibile attraverso ciò che è stato tolto, non è solo un ritratto del dio. È un riflesso del mare stesso. Presente, immenso e in gran parte invisibile.
Nessuna pittura. Nessuna stampa. Nessun inchiostro. Solo vetro acrilico, luce e la deliberata perturbazione di una superficie.
Quest'opera prosegue la serie Art with Scratch di Tijs Dragtsma, in cui le immagini sono costruite attraverso danni superficiali controllati piuttosto che pigmenti o stampe. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura.
"Le profondità non si annunciano. Sono semplicemente lì, sotto tutto, in attesa di emergere."
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