A Ridge of Folded Silence
A Ridge of Folded Silence
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A Ridge of Folded Silence inizia con un unico gesto: un campo di creste bianche che emergono dall'oscurità, come se una grande pagina fosse stata sollevata e ripiegata su se stessa. Dove inizia la piega, le linee spezzano il loro ritmo e si volgono verso un nuovo orizzonte, bordo a bordo, catturando la luce a un angolo più ripido del campo circostante.
Qui nulla è dipinto, stampato né inchiostrato. L'immagine è costruita interamente dalla profondità, da ciò che è stato sottratto piuttosto che aggiunto, cosicché ogni cresta e ogni variazione della luce esiste grazie a un'assenza custodita nella superficie.
Vista di fronte, in una luce uniforme, l'opera può sembrare trattenere il respiro, un campo pallido con appena un sussurro di forma. Avvicinatevi, o lasciate che la luce si sposti, e l'angolo piegato si fa avanti alla vista, le sue strisce che si inclinano in un secondo ritmo, una pagina colta a metà giro.
Dall'altro lato della stanza il lavoro si legge come monumentale e immobile, un'unica forma silenziosa sul nero. Da vicino diventa un campo di profondità, cresta dopo cresta che si allontana e ritorna, invitando l'occhio a tracciare la piega nel modo in cui una mano potrebbe seguire l'angolo di una pagina.
La piega è qui il soggetto silenzioso, il momento in cui qualcosa di privato si volge verso di noi, un angolo sollevato quel tanto che basta per cambiare tutto ciò che vi è sotto. Parla di una memoria piegata a cui si torna, di un'attenzione interrotta, della piccola svolta che riordina un intero campo senza spezzarlo.
A Ridge of Folded Silence prosegue la serie Art with Void di Tijs Dragtsma, in cui le immagini sono costruite attraverso la profondità e l'assenza piuttosto che attraverso la pittura o la stampa.
Un linguaggio visivo in cui l'assenza non è vuoto, ma presenza.
«Anche il silenzio ha un angolo dove si volta.»
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