{"product_id":"minotaur-held-in-the-red","title":"Minotaur Held in the Red","description":"\u003cp\u003eMinotaur Held in the Red porta il più antico prigioniero del mito nell'immobilità del vetro specchiato colorato. È seduto su un blocco di pietra, i gomiti sulle ginocchia, la grande testa di un toro chinata in basso, colto nell'istante prima di alzare lo sguardo, o forse nell'istante dopo aver rinunciato a guardare.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLa luce si raccoglie dove il corpo è più se stesso, lungo la curva delle corna, sull'ampia gobba del collo, attraverso le spalle che portano ancora il ricordo della forza. Lì, un campo di graffi sottili cattura ogni cambiamento nella sala e vi risponde. Il volto rimane basso, le gambe rimangono nell'ombra, trattenute nel rosso profondo invece di essere offerte.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eIl rosso non è decorazione qui. È il colore del sangue e della reclusione, delle pareti del labirinto che non l'hanno mai lasciato uscire, e circonda la figura come la colpa circonda un mito che si rifiuta di finire.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eNulla viene applicato sulla superficie dello specchio. L'immagine si forma per rimozione, un campo di segni individuali sottratti al vetro colorato invece di essere posti su di esso, così ciò che manca diventa il Minotauro e ciò che rimane diventa il rosso nel quale egli si trova ancora. Visto dall'altra parte della sala, la figura è monumentale, un peso quasi umano posato sulla pietra. Da vicino, si scioglie in danno di superficie controllato, una direzione di graffi dopo l'altra, che non si somma mai a più che luce.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eLo specchio non lascia lo spettatore stare in disparte. Intorno alla testa chinata e tra i graffi, la sala e chi vi si trova appaiono nel vetro rosso, trascinati nella stessa reclusione che il Minotauro non ha mai lasciato. La luce non crea questa immagine. La affina, approfondendo il contrasto senza mai lasciare che la figura scompaia.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eMinotaur Held in the Red prosegue la serie Art on Mirror di Tijs Dragtsma, nella quale immagini graffiate vengono inserite nel vetro specchiato colorato e lo spettatore diventa parte dell'opera. Un linguaggio visivo in cui il danno non è distruzione, ma struttura, e in cui lo specchio trasforma il guardare in partecipare.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003e\"Anche il mostro aspetta di essere visto.\"\u003c\/p\u003e\u003cp\u003eMaggiori informazioni sull'artista, sul processo e sui materiali si trovano nella pagina Chi siamo.\u003c\/p\u003e\u003cp\u003ePer domande su quest'opera, sulla sua disponibilità o sulla spedizione, utilizzate la pagina Contatti.\u003c\/p\u003e","brand":"TD Fine Art Studio","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":59799140630853,"sku":null,"price":4500.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0904\/0724\/0005\/files\/Minotaur_Held_in_the_Red_thumbnail.jpg?v=1792313425","url":"https:\/\/tdfineartstudio.com\/it\/products\/minotaur-held-in-the-red","provider":"TD Fine Art Studio","version":"1.0","type":"link"}